Il noleggio cresce (e i prezzi scendono)

 In Bollettino, Nuovo

Agli italiani il noleggio piace sempre di più. Circa un milione di veicoli gestiti, con un giro d’affari di oltre 6,2 miliardi e più di 400.000 veicoli immatricolati nel 2017. Questa la fotografia del Rapporto che viene presentato questa mattina da Aniasa, l’associazione dei noleggiatori (e che Il Sole è in grado di pubblicare in anteprima).

Più di 200.000 clienti sono passati dalla proprietà o dal leasing al noleggio a lungo termine, tra il 2015 e il 2017. Al punto che ormai è a noleggio a lungo termine un’auto ogni 20 in circolazione, tra quelle fino a 7 anni di anzianità (come è giusto confrontare, visto che il NLT quasi mai supera i cinque anni). Questa crescente erosione di quote di mercato dagli altri canali, che ha portato il NLT a pesare circa il 13% sulle immatricolazioni, sta avendo un impatto notevole sugli equilibri della distribuzione. Entrando nel merito dei numeri, si osserva che a fronte di volumi aumentati del 18% (a quasi 800.000 veicoli in flotta) i ricavi sono cresciuti molto meno, il 9%, pari a 4,9 miliardi di euro.

La ragione è da attribuire a vari fattori, a cominciare dal vantaggio fiscale del super-ammortamento, per finire al costo del denaro ancora tenuto prossimo allo zero dalla BCE e ai premi RC in flessione. Tutti questi elementi hanno consentito di sviluppare efficienze nei conti, tanto da poter offrire al cliente canoni sempre più aggressivi. Tuttavia, si tratta di fenomeni congiunturali, che presto metteranno gli operatori di fronte alla sfida di dover aumentare quei prezzi a cui magari il cliente avrà fatto l’abitudine. L’aspetto ironico della vicenda è che, mentre gli operatori si combattevano a suon di sconti, l’autorità antitrust li teneva sotto osservazione, convinta di riscontrare accordi sottobanco per tenere i canoni alti.

Anche nei numeri del noleggio a breve, il rent-a-car, si riscontra il medesimo fenomeno. Il giro d’affari è aumentato del 3% (1,2 miliardi di euro), che è poco se confrontato con l’incremento dei volumi, intorno al 6/7% (5,2 milioni di noleggi e 34,7 milioni di giorni, rispettivamente). Un settore estremamente competitivo, dove gli intermediari commerciali (41% dei volumi e 37% del fatturato) hanno acquisito un potere contrattuale abnorme e lo sfruttano per alimentare una guerra di prezzi che impoverisce il comparto.

Un altro elemento da sottolineare è la flessione dei noleggi pluri-mensili, quelli normalmente utilizzati soprattutto dai noleggiatori a lungo termine per fornire al cliente un’auto in attesa che arrivi quella ordinata. È certamente un effetto del fatto che gli operatori del NLT abbiano da oltre un anno lanciato il loro prodotto mid-term, al quale attingono alla bisogna.

In ultimo, sono stati anche presentati i primi dati del noleggio del 2018, al giro di boa del primo trimestre. Si conferma che la domanda continua a essere sostenuta e migliora rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il RAC in crescita del 7% e il NLT addirittura del 18%, in termini di volumi. Contrariamente invece all’anno scorso, sul fronte dei prezzi dai primi dati non emergono grandi pressioni, tanto che la dinamica del fatturato, per entrambi i settori, appare in linea con l’incremento dei volumi.

 

Articolo uscito su Il Sole 24 Ore il 29 maggio 2018 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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