Il popolo non ha sempre ragione

 In Nuovo, Società

È inaccettabile scaricare il sindaco Raggi, come dichiarano di voler fare i romani: eletta col 67%, ora solo uno su dieci la voterebbe! Pare si sia dimostrata incapace di assolvere ai compiti minimi, tipo formare una giunta di assessori che duri, scegliere collaboratori che non finiscano sotto inchiesta, noleggiare bus non fuori norma, raccogliere i rifiuti.

Tutto vero, ma che non fosse all’altezza molti lo sapevano da prima che si candidasse, e l’avevano pure detto. Eppure tanti le hanno creduto. E mica solo a lei? A tutta la favola dei 5S. Alla Lezzi, che piccona l’Ilva e propone la coltivazione delle cozze. Alla Appendino, che fa scappare da Torino la manifestazione del Valentino. A Di Maio che sconfigge la povertà e fa ritirare l’ambasciatore francese. Al No Tav, No Tap e No Vax. A Grillo, che voleva trasformare la più grande e moderna acciaieria d’Europa in un parco divertimenti. A Toninelli, che voleva negozi e bar sotto il ponte. Alla prova del governo, i voti si sono dimezzati, se gli va bene. Un italiano su due che li hanno votati non lo rifarebbe, dicono i sondaggi. Li trovo inaccettabili.

Il sondaggio non va fatto sui 5S, ma su chi li ha votati. A loro andrebbe chiesto: cosa pensi della tua scelta? Come mai non credevi che sarebbe andata così? Quali informazioni avevi e quali ti mancavano? La democrazia è una cosa seria, che porta con sé serie responsabilità. L’atteggiamento assolutorio che gli elettori hanno e che i giornalisti agevolano è un sintomo di scarsa democrazia e, in ultima analisi, di poco rispetto per il popolo. Già, il popolo. Il popolo che ha sempre ragione. Ci riempiamo la bocca con questa nuova divinità che abbiamo messo sull’altare dell’infallibilità. No, il popolo non ha sempre ragione. Il popolo può sbagliare. Il popolo ha votato il fascismo in Italia e il nazismo in Germania. Il popolo ha votato per quel comunismo e quel muro di cui celebra la caduta. Il popolo ha votato per quel pentapartito per cui ha invocato tangentopoli. Il popolo ha votato un’idea vuota come la Brexit, che adesso politici di quart’ordine stanno cercando di riempire di qualcosa. Il popolo ha votato Barabba.

Il popolo sbaglia, a volte. E anche di brutto. Ora, sgombriamo il campo da qualsiasi rigurgito autoritario. La democrazia liberale è la più grande conquista sociale dell’umanità e va preservata. E visto che in democrazia solo il voto popolare può cancellare la democrazia, va difesa soprattutto da se stessa. Dandole gli strumenti per crescere, per imparare dai suoi giudizi. Affinché non creda alle bufale e alle ricette facili, il popolo andrebbe posto davanti alle sue decisioni, per elaborarle alla luce dei risultati prodotti. Chi può e deve farlo, se non quei media che tengono vivo il dibattito e l’attenzione dei cittadini sulle cose pubbliche? Invece di chiedere al cittadino se voterebbe i 5S, chiedano se si fida della sua capacità di giudizio. Ci vuole mestiere, a fare informazione. Ma pure il coraggio non guasta.

Articolo uscito su Il Giornale il 13 novembre 2019 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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