L’unica arma contro le balle è l’istruzione

 In Bollettino, Nuovo, Società

Ci sono quelli che mettono in giro le bufale, ma poi ci sono quelli che le bevono e, nel mezzo, quelli che le riportano. State pur certi che i primi non ci sarebbero senza i secondi, neppure con tutto l’aiuto che possono ricevere dai terzi. Nella comunicazione, è sbagliato identificare il ricevente come la parte debole. In realtà è la parte forte, che può accogliere o rifiutare. Sempre che lo voglia fare. Che voglia filtrare la notizia e valutare se merita o no di essere acquisita nel proprio bagaglio di conoscenza. Quelli che vogliono esercitare questo discernimento poi si procurano, creano quasi, un terzo soggetto cui affidano la valutazione e la filtrazione di tutte le notizie: sono alcuni mezzi di informazione e alcuni giornalisti (non tutti, ovviamente). Col patto che, se dovesseroaccorgersi che il terzo viene meno al suo compito, lo eliminerebbero dal novero. Pur tuttavia, le bufale abbondano e non sono mai mancate, fin dall’inizio della storia umana. La mitologia ne racchiude molte. Dunque, chiediamoci perché tante persone, ora come allora, scelgono di credere, o meglio scelgono di non filtrare e valutare. Semplice: perché non vogliono. In modo consapevole o inconscio,il fatto è che tra sapere e credere optano per la seconda. Convincendosi che non ci sia differenza, che ciò che credono sia uguale a ciò che è. Quanti tifosi di calcio vogliono credere a un fallo in area di rigore, a favore o contro? Quanti coniugi scelgono di ignorare certe evidenze? La risposta la sappiamo. Ciò che forse non sappiamo è il perché? Perché credere dà conforto. Il conforto di stare e muoversi e vivere in un ambiente noto, nel quale le posizioni sono conosciute. Tifare significa indossare una maglia, non guardare uno spettacolo e-che-vinca-il-migliore. Sapere sempre chi sono i nostri e da chi invece guardarsi. Credere dà la protezione del gruppo, del clan, a cui non è facile rinunciare, se non per passare a un altro. Solo la forza enorme che deriva dall’istruzione e dalla conoscenza ci permette di scegliere il sapere e non la credenza. Aumenta l’istruzione e diminuiranno le bufale.

 

Articolo pubblicato su Il Giornale il 2 dicembre 2017 a firma di Pier Luigi del Viscovo.

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