Sul diesel ristabiliamo la verità

 In Bollettino, Nuovo

Come i vaccini, la guerra al diesel è priva di fondamento scientifico ed è auspicabile che non prosegua, per il bene dell’ambiente. Questa la posizione dei massimi esponenti e studiosi del settore automobilistico, riuniti a Roma presso l’Aci lo scorso 20 aprile, nel convegno La Capitale Automobile promosso da Agos.

Dall’analisi del parco circolante, c’è stata una convergenza nel ritenere che la sfida dei prossimi anni sia non di aumentarlo ma di svecchiarlo, puntando a rottamare i 6 milioni di auto con oltre 20 anni, di cui 0,9 diesel e 5,1 a benzina. Ovviamente, è stato pure evidenziato come molte di queste vetture circolino, in realtà, molto poco o affatto. Un’auto che percorra 2.000 chilometri l’anno emette circa un decimo degli scarichi di una vettura mediamente circolante, quali che siano le sue concentrazioni di polveri e altre sostanze.

Il panel di esperti è sceso nei dettagli delle emissioni, evidenziando come ad esempio proprio sulle polveri sottili l’impatto degli scarichi sia relativo. Se la circolazione di una vettura Euro6 produce circa 66 milligrammi di PM10 al chilometro, dallo scarico ne derivano solo 3,1 (2,4 nel caso del diesel), pari al 4/5%, mentre un ulteriore 23% arriva dall’usura di freni e gomme. Oltre il 70% viene prodotto dal consumo della strada e dal sollevamento delle polveri già depositate al suolo: se le amministrazioni lavassero le strade la salute ne guadagnerebbe molto più che dal blocco del traffico. I sindaci sbagliano a fermare la circolazione delle auto recenti, soprattutto Euro6. Se lo fanno, ottengono l’effetto di rallentare invece di accelerare il ricambio delle auto vecchie, inquinanti e meno sicure.

La scelta, poi, di penalizzare i diesel è davvero priva di fondamento. Un Euro6 a gasolio ha emissioni nocive infinitamente inferiori a un vecchio propulsore a Gpl, ad esempio. Ma dove tali decisioni risultano incomprensibili è sul fronte della lotta al riscaldamento globale attribuito alla CO2: i dati predisposti dal Centro studi Fleet&Mobility hanno confermato non solo che le emissioni di CO2 del diesel sono inferiori, in quanto più efficiente, ma che tutte le auto del mondo generano appena lo 0,2% di tutta la CO2 prodotta dal pianeta, riconducibile per il 96% a fenomeni naturali, avulsi dall’intervento umano.

 

Articolo uscito su Il Giornale il 3 maggio 2018, a firma di Pier Luigi del Viscovo.

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