2011 non peggio del “dopo incentivi”

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Il 2010 chiuderà sopra 1.950.000 targhe (-9% sul 2009). Dopo il 1° trimestre positivo per gli incentivi, da aprile a settembre c’è stato un calo del 18% sul 2009, stesso periodo. È probabile che l’ultimo trimestre sia più basso, perché: a) gli ordini segnano un calo più alto; b) nel 2° trimestre i noleggiatori a breve hanno immatricolato circa 21mila auto più del 2009, fatto che non si ripeterà in autunno; c) le Case non spingono molto sui km 0, che fino a giugno erano di più del 2009, ma lontani dai numeri del 2008 e 2007, mentre a settembre sarebbero stati circa 14.000 – però c’erano i rappel trimestrali per le reti estere: a ottobre e novembre la pressione/disponibilità ai km 0 dovrebbe essere minore. A fine settembre Marchionne ha previsto un 2010 a 1.918.000, per prudenza o per mandare il messaggio di non forzare i volumi oltre il lecito.

Ci sono alcuni segnali da cogliere per il 2011, che sono stati anche oggetto di confronto a La Capitale Automobile a Roma il 22 ottobre.

L’automobile come prodotto esce da questa crisi tutto sommato tonico. Nonostante i problemi quotidiani legati all’uso (traffico, parcheggi, ZTL) e ai costi (carburante e assicurazione, questa ormai fuori da ogni logica), gli italiani sono ancora molto attratti dalle auto: dopo aver pompato tanto prodotto nelle famiglie italiane, nei 14 mesi della crisi peggiore degli ultimi 50 anni, da chiudere il 2009 come il 2008, registrare un calo del 20% nel “dopo-incentivi” non è né sorprendente né negativo.

Eppure non basta al “sistema” auto. Sotto i 2.250.000 (media del decennio – che non tornerà) la rete distributiva è in grossa difficoltà, perché fragile economicamente e prosciugata finanziariamente. Gli esponenti delle Case dicono che ci sarà una concentrazione frutto della selezione naturale. Però sanno bene che la tensione nella rete porterà squilibri anche da loro. La tolleranza passiva dei concessionari è uno dei fatti più rilevanti della storia, ma come tutte le cose umane non è infinita. Di fronte alla morte, e prima di essa, alzeranno la testa.

Ecco perché le Case non stanno a guardare e sono affianco dei distributori, chiedendo interventi fiscali sulle auto aziendali per aumentare le immatricolazioni annue. Le imprese seguono un ciclo di sostituzione a 4/5 anni mentre i privati sono a 7/8. Bisogna verificare se e quale disponibilità ci sia nelle imprese di estendere la company car a chi oggi non ce l’ha, trasformando auto private in auto aziendali. È l’unica strada, perché lo Stato può accettare minore pressione sulle auto aziendali solo se il gettito resta uguale, dunque aumentando il numero delle immatricolazioni annue.

Il 2011. Le 200mila targhe in meno nel 1° trimestre si faranno sentire. Dopo, più ci si allontanerà dagli incentivi (che hanno anticipato acquisti) e più il mercato tornerà a esprimere la normale domanda, in un quadro economico migliore. È prevedibile un 2011 sopra i 2 milioni, ma non di molto (se non si vota).

Pubblicato su Il Sole 24 Ore dell’11 ottobre

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