ITALIANI UN POPOLO DI FANNULLONI? UN GRANDE BLUFF

 In Bollettino, Economia

Gli italiani sono dei grandi e capaci lavoratori e uno studio Gallup conferma soltanto che non si possono misurare persone con culture e stili di vita diversi con lo stesso metro.

Lo State of Global Workplace Report indica quanto i lavoratori di ogni parte del mondo si sentano impegnati. L’8% degli italiani rispetto a una media europea del 13 e globale del 23. Secondo Gallup, questi sono “altamente coinvolti ed appassionati al lavoro e al luogo di lavoro”. le percentuali sono frutto di un algoritmo proprietario che elabora le risposte a una batteria di domande, tra cui: nell’ultima settimana ho ricevuto riconoscimento e apprezzamento per aver fatto un buon lavoro; il mio capo o altri manifestano di interessarsi a me come persona; la missione e la finalità dell’azienda mi fanno percepire che il mio lavoro è importante; al lavoro ho uno dei miei migliori amici; negli ultimi sei mesi qualcuno al lavoro mi ha parlato dei miei progressi. Per carità, tutte belle cose ma… queste attenzioni noi le destiniamo più ai bambini che ai dipendenti e ciò non significa che li trascuriamo, ma solo che le nostre relazioni seguono codici diversi. Aggiungiamo poi che molto spesso le aziende che usano queste pratiche non esitano a mandarti una mail per dirti che sei licenziato. Vabbè, ma prima si erano interessati a te come persona.

Ad ogni modo, quelli che non hanno l’amico del cuore in ufficio, il cui capo non gli dice ogni settimana quanto siano bravi e non pensano che il loro lavoro da impiegato di terzo livello sia importante quanto quello dell’amministratore delegato sono definiti “non impegnati”. Bene, ma in concreto cosa fanno? Secondo Gallup “non sono attaccati al lavoro e all’azienda; vanno sì a lavorare ma non ci mettono né energia né passione”.

Invece, il Report non dice nulla sul fatto che i lavoratori italiani in genere si fermano ben oltre l’orario ufficiale, laddove i loro colleghi europei e americani quando suona la campanella somigliano a una scolaresca e non c’è modo di farli restare. Non c’è traccia nemmeno di quella frase piuttosto famosa: Italians do it better.

Articolo pubblicato su il Giornale il 13 giugno 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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