Auto aziendali, cresce ancora il mercato del noleggio a lungo termine

 In Bollettino, Noleggio

Il noleggio a lungo termine nel 2015 ha aumentato la spinta propulsiva che già aveva mostrato l’anno precedente, chiudendo con quasi 40.000 veicoli in più in flotta circolante, pari a un incremento sul 2014 superiore al 7%. È quanto emerge dal Rapporto Aniasa sull’autonoleggio 2015, presentato questa mattina a Milano. Bisogna tornare indietro di dieci anni per ritrovare un simile incremento nei volumi che le imprese hanno decido di acquisire in NLT, con la differenza non marginale che adesso non di sole imprese si tratta. Queste infatti, pur rimanendo ancora la principale fonte di business del NLT, non sono più le uniche realtà ad apprezzarne i vantaggi. Nelle quasi 600.000 unità che il settore del NLT dà in locazione e gestisce, una parte incrementale significativa proviene da aziende piccole e piccolissime, professionisti con partita IVA e anche da un numero non simbolico di privati, ossia clienti con codice fiscale, che noleggiano l’auto per loro uso privato e personale, non lavorativo.

Significativo l’aumento delle immatricolazioni di auto e veicoli commerciali, che ha sfiorato il 16%, mentre per le sole vetture l’incremento è stato di oltre il 18%, passando da 164mila auto acquistate nel 2014 alle quasi 194mila del 2015, con un balzo in avanti di 30.000 unità, che ha portato il solo NLT a pesare per oltre il 12% sull’intero mercato delle auto nuove in volume, dopo gli anni duri in cui sono state le immatricolazioni a uso noleggio – e noleggio a lungo termine in particolare – a impedire che il mercato auto scendesse sotto 1,3 milioni di unità e 23 miliardi di euro in valore.

Il giro d’affari è aumentato di 400 milioni in un solo anno, passando da 5,5 a 5,9 miliardi di euro. La crescita è stata determinata principalmente dalla componente noleggio, anche se pure i maggiori volumi di usato in scadenza hanno prodotto un fatturato aggiuntivo non marginale. Il giro d’affari legato al pre-leasing (ossia le vetture date al cliente per alcune settimane o mesi, in attesa che arrivi da fabbrica quella ordinata) non è elevato, ma la crescita di oltre il 17% è per sé un indice che sono stati acquisiti clienti nuovi, che non avevano già in uso una vettura in NLT, eventualmente prolungabile fino all’arrivo della nuova, e dunque avevano necessità di un’auto subito.

La composizione delle immatricolazioni di vetture ha mostrato alcune variazioni significative rispetto agli ultimi anni. Le vetture di fascia bassa, le city car, sono tornate a una quota del 14% del totale, dopo un paio d’anni in cui avevano quasi rappresentato un’auto ogni cinque immatricolate. È aumentata ancora la quota delle auto di gruppo B, le utilitarie, arrivata al 26%. Ma la crescita forte ha riguardato le medie, gruppo C, arrivate a pesare un terzo di tutte le immatricolazioni. Queste variazioni hanno fatto sentire il loro effetto soprattutto nel valore delle vetture immatricolate, aumentato di oltre il 24%, dai 3.005 milioni di euro del 2014 ai 3.735 del 2015, ben superiore all’incremento dell’intero mercato auto, passato da 25,4 miliardi di euro del 2014 ai 30,4 dell’anno scorso (+19,5%).

Da punto di vista delle carrozzerie, si notano interessanti variazioni, da un anno all’altro. Diciamo subito che le station wagon, da molti date per ormai superate anche se dopo le berline sono di gran lunga la carrozzeria preferita, sono cresciute di oltre il 25% in volume e hanno anche aumentato di due punti la loro quota percentuale nel totale delle immatricolazioni del NLT. L’altra nota positiva riguarda crossover e fuoristrada, che insieme sono passate dal 15% al 21% delle immatricolazioni, con quasi 40.000 unità in totale. Segno che anche nelle flotte queste vetture più accattivanti e di tendenza si stanno definitivamente affermando, probabilmente anche grazie a una buona ricettività dell’usato, che consente di tenere su livelli competitivi e valori residui e dunque i costi e i prezzi del noleggio. Circa le altre due carrozzerie importanti, mentre le mono-volume cedono appena un punto di quota, passando dal 14 al 13% del totale immatricolazioni, il discorso è diverso per le berline, che scendono dal 49 al 43%, pur restando fermamente in testa alle preferenze dei clienti e registrando comunque una crescita assoluta del 3,6%.

Il Sole24Ore. del 31 maggio 2016, a firma di Pier Luigi del Viscovo

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