AUTO HI-TECH OK PER LA RC, MENO UNTILE PER LE ZTL

 In Bollettino, Nuovo

La tecnologia di bordo non serve a trasformare l’auto in un telefonino con le ruote, ma a guidarla meglio, per soddisfare quella funzione che ancora resta l’unico e solo motivo per cui degli umani si ficcano dentro una scatola con le ruote: andare da qua a là, nel modo più comodo, veloce e sicuro possibile. Questo non per rifiuto dell’innovazione e del cambiamento, ma perché chi sale in macchina il telefono ce l’ha già. Un’applicazione importante della tecnologia all’auto è la misurazione in tempo reale della guida: quanti chilometri fai? a che velocità? Informazioni determinanti per la sicurezza e per le emissioni.

I premi per la responsabilità civile sono ancora basati sul tipo di auto e potenza, città di immatricolazione e dati del titolare. Che un’auto percorra 3.000 o 30.000 km/anno e sia guidata in modo tranquillo o aggressivo non incide, mentre è chiaro che i rischi siano di ampiamente diversi. AON, un broker, ha chiesto a un campione di operatori intervenuti alla Capitale Automobile se ritenessero il mercato pronto a ricevere dei premi basati sulle percorrenze e/o sullo stile di guida. Due terzi hanno risposto affermativamente per entrambe le misurazioni e appena un esiguo 8% ha dichiarato opportuno mantenere il sistema attuale, almeno per adesso.

La sicurezza è importante ma pure le emissioni occupano la scena, specie nelle città con le zone a traffico limitato (ZTL). Oggi i divieti sono basati sul tipo di motore, benzina, diesel, ibrido o elettrico, e sulla vetustà, ossia la classe Euro. Eppure, è chiaro che chi entra in centro una/due volte al mese per pochi chilometri inquina meno di chi lo attraversa ogni giorno. Inoltre, un recente studio di UnipolTech, società di telematica del Gruppo Unipol, ha misurato le emissioni su strada di alcune vetture con motori diversi e guidate in modo più o meno aggressivo. Sorpresa: un’auto Euro4, se guidata in maniera tranquilla, consuma meno e dunque ha emissioni inferiori di una Euro6 guidata con piglio sportivo. Pensando alla possibile applicazione di questi parametri, è stato chiesto allo stesso campione di cui sopra se fosse giunto il momento di usarli per regolare gli accessi alle ZTL. Mentre sui premi avevano mostrato un’ampia apertura, per le ZTL tre su cinque hanno indicato di preferire una selezione basata sul tipo di motore. Una tiepida concessione è stata accordata per le percorrenze, con il 23% favorevole a consentire l’accesso per un tot di chilometri, indipendentemente dal motore.

Prima che questo diventi realtà, la tecnologia dovrà essere presente in tutti i veicoli e anche collegata a un sistema di ricezione e conservazione dei dati. Possibile ma non facile, date le implicazioni sulla proprietà dei dati e sulla privacy del driver.

 

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 13 gennaio 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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