Avis Budget – Maggiore. Un’operazione da 170 milioni di dollari

 In Bollettino, Noleggio

La notizia che Avis stesse acquisendo Maggiore circolava da mesi. Poi il 2 marzo è stata ufficializzata dal presidente e amministratore delegato del Gruppo Avis Budget(ABG), Ronald Nelson, che in un comunicato ha anche fornito molte informazioni rilevanti. L’acquisizione, che si dovrebbe perfezionare in primavera, avrà un costo di 170 milioni di dollari, coperto in parte attingendo alla liquidità disponibile. È una cifra importante ma ampiamente giustificata dal valore di Maggiore: il quarto operatore del rent-a-car (RAC), attivo in Italia dal 1947, con una rete di oltre 140 stazioni e una posizione di leadership indiscussa nel noleggio dei furgoni. Quando le due attività saranno state pienamente integrate, ABG stima in Italia un giro d’affari aggiuntivo intorno ai 160 milioni di dollari, con un EBITDA rettificato di 30 milioni. “Maggiore ha una straordinaria e consolidata presenza in Italia nel noleggio delle auto e dei furgoni – ha dichiarato Ronald Nelson – che la rende un completamento eccellente delle nostre attività nel Paese, dove il business dell’autonoleggio si è rivelato resistente ai cicli economici e profittevole, specialmente nella stagione estiva”.1503 InterAuto Marzo 15 - Avis Maggiore2

Questi dunque i due driver dell’operazione: la strategia di crescita per acquisizioni di ABG e l’indiscussa posizione di Maggiore, unica impresa italiana che sia riuscita a competere vis-à-vis con i colossi multinazionali. In quasi 70 anni di attività è riuscita a mantenere costantemente una quota di mercato a doppia cifra e a diventare leader nei furgoni.

Siamo italiani, occupiamoci prima delle cose italiane. Sottolineando la notizia assolutamente positiva e incoraggiante, ben oltre il business del noleggio, di una multinazionale che investe nel nostro Paese, nel campo del turismo e della mobilità, come ci ha confermato Gianluca Testa, Managing Director di ABG per Italia, Spagna e Portogallo: ”Siamo orgogliosi di investire in Italia, dove abbiamo creato il polo più importante nel RAC, grazie alla posizione solida di Maggiore. In particolare la leadership indiscussa di AmicoBlu nei furgoni ci permetterà di guadagnare posizioni e magari di far leva sulle nuove competenze acquisite per crescere ancora in Italia e in Europa. Negli USA il nostro gruppo ha investito molto sui furgoni, lì operati col marchio Budget, proprio per dare un’offerta completa alla clientela corporate.” Oltre ciò, possiamo ragionevolmente supporre, dal tono delle dichiarazioni, che il marchio Maggiore continuerà ad operare, avvicinandosi progressivamente a quello Budget. Il che porterà quel respiro internazionale che già in passato Maggiore aveva spesso cercato, attraverso delle partnership con brand stranieri, una proprio con Budget, alcuni anni fa: i clienti italiani di Maggiore potranno finalmente contare su un’offerta che non si esaurisce alle frontiere nazionali. “Affidiamo il Gruppo Maggiore nelle solide mani di AvisBudget” – ha dichiarato Vittorio Maggiore, Presidente dell’omonimo Gruppo – “nella consapevolezza che i brand Maggiore e AmicoBlu verranno sviluppati e rafforzati nel lungo termine, grazie all’ingresso in una dimensione mondiale. AvisBudget ha sempre dedicato impegno ed attenzione al servizio alla clientela, una filosofia che il nostro Gruppo ha sempre perseguito. Sono certo che questa comune visione strategica produrrà un futuro pieno di soddisfazioni per i nostri clienti.” In Italia, le due strutture Maggiore e Avis Budget punteranno ad integrarsi, ma sarà un processo graduale e non immediato, visto che sono in ballo sistemi informatici diversi e accordi con organismi esterni, primi fra tutti gli aeroporti.

Veniamo così alla strategia di espansione delle multinazionali dell’autonoleggio. Negli Stati Uniti tre compagnie, Avis, Hertz e Enterprise coprono circa il 95% delle vendite, attraverso diversi marchi. Lecito domandarsi se dobbiamo attenderci altre acquisizioni nel vecchio Mondo. Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Ruggiero, presidente dell’Aniasa, l’associazione dei noleggiatori. “L’aspettativa c’è e non da oggi. In alcuni paesi diversi operatori di fascia medio-piccola sono stati acquisiti o sono falliti, in ambo i casi creando un consolidamento del mercato. Il fatto è che ci sono ancora spazi di efficienza e di conseguente discesa dei prezzi, ma ciò potrà essere perseguito solo da chi lavorerà su volumi importanti. Pertanto sì, è prevedibile un consolidamento, anche perché mentre il mercato americano è fortemente concentrato quello europeo è eccesivamente frammentato.

L’accenno alla discesa dei prezzi porta il discorso all’offerta di noleggi low cost, che secondo Ruggiero “è un fenomeno destinato a crescere ma non cannibalizzando quote di vendita ai brand premium, bensì aprendo il servizio a soggetti che altrimenti non si riescono ad intercettare.” Un po’ quello che è accaduto con la free press, che ha avvicinato alla stampa quotidiana nuove fasce di popolazione, o con le compagnie di voli low cost, che hanno spinto nuovi passeggeri ad usare l’aereo, con un’intensità mai vista prima in Europa. “Piuttosto – prosegue Ruggiero – mi aspetto che la crescita del low cost spinga gli operatori a differenziarsi cercando la specializzazione”.

Parlando di evoluzione dell’autonoleggio, impossibile non chiedere anche del car sharing. Due anni fa è comparso questo nuovo servizio di mobilità, che è un noleggio orario cittadino, ma operato da soggetti terzi, non da società di RAC: possibile che resti tutto così o possiamo aspettarci che presto tutti i noleggiatori offrano una tariffa oraria? “I due servizi, car sharing e rent-a-car, sono complementari – ci spiega Ruggiero – ma girano su piattaforme diverse, sia per la vendita sia per l’accesso alla vettura. Uno è a tariffa fissa con modelli limitati, l’altro è a tariffa flessibile con varietà di scelta delle vetture, ma con accesso intermediato. Sono due mercati e credo siano destinati a restare così ancora per un certo tempo. Detto questo, tutti stiamo lavorando al direct access to car, per semplificare l’utilizzo delle nostre vetture: è un’innovazione che sta dietro l’angolo.” Ma questo non significherà l’integrazione tra rent-a-car e car sharing. “Oggi questo servizio – ci ricorda Ruggiero – si muove dentro norme precise definite da un soggetto pubblico. Se un cliente prende un’auto di car sharing per un’ora e poi la tiene 3 mesi, non basta adeguare la tariffa, da oraria a mensile. Il problema è che quell’auto non sta dando il servizio all’amministrazione che ha concesso l’appalto.”

 

Articolo pubblicato su Interauto News n° 3 di Marzo 2015, a firma di Pier Luigi del Viscovo

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