IL DRIVER? SCEGLIE L’AUTO MA NON CONTA(VA) NIENTE

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I noleggiatori ora rivalutano chi guida le company car, per vendere nuovi servizi.

“Quanto traffico incontrerò lungo la strada e quando di conseguenza posso prevedere di arrivare a destinazione? Ancora, una volta lì, troverò un parcheggio, posso prenotarlo già da qui? Poi potrebbe servirmi un car sharing, per accedere alla ZTL. Avrei anche bisogno di prenotare un tavolo a ristorante e un albergo per domani notte.” Queste sono le normali necessità quotidiane che danno brio alla giornata del cliente di una company car – auspicabilmente per lui, non tutte nella stessa giornata.

A questi e ad altri bisogni del driver stanno lavorando gli operatori delle company car, sempre più attenti a offrire soluzioni di mobilità, oltre che di gestione dei veicoli. La pressione arriva dai clienti quando manifestano la necessità di gestire in modo olistico gli spostamenti, per esempio attraverso un sistema che riporti tutti i mezzi di mobilità possibili, con evidenza dei tempi, costi e qualità del viaggio.

Per fare chiarezza su questi temi, alcuni esperti – tutti esponenti di vertice di imprese operanti a vario titolo nel comparto dell’auto e delle flotte – hanno contribuito a una ricerca su “Core Competence e Outsourcing”, promossa da AgitaLab e curata dal Centro Studi Fleet&Mobility. Secondo gli esperti, i nuovi servizi, legati non alla gestione del veicolo ma alla mobilità del driver, rientreranno nell’offerta dei noleggiatori se collegati all’uso del veicolo (carburanti, pedaggi, parcheggi, car sharing), anche se non è detto che rientrino nelle core competence dei noleggiatori. È controverso se anche i servizi di info-mobilità debbano rientrare nell’offerta, mentre appare probabile che la gestione di alberghi, ristoranti e note spese non dovrà far parte del pacchetto di offerta. Come riporta Matteo Marzotto, responsabile di AgitaLab “il driver è il nuovo soggetto di attenzione dei noleggiatori, che dovranno approfondirne la conoscenza e stabilire con lui una relazione diretta e immediata, curando al tempo stesso le partnership dedicate all’erogazione dei servizi reali. Anche se i clienti consolideranno il rapporto con l’erogatore del servizio, vedranno comunque nel noleggiatore l’interlocutore unico che dovrà rispondere dei servizi ricevuti”. Dunque il noleggiatore, avviandosi ad essere sempre più un gestore di altri fornitori, dovrà migliorare le attività di relazione col cliente e di controllo della sua soddisfazione.

Anche Athlon Car Lease, società di noleggio a lungo termine recentemente entrata nell’orbita del gruppo Mercedes, ha dato vita a un Laboratorio Athlon, finalizzato alla generazione di idee innovative grazie al contributo di autorevoli esponenti del settore, stimolati da Fleet&Mobility. Da questo laboratorio, è emerso in maniera chiara che il punto di partenza del processo di rivisitazione del noleggio è senz’altro il driver, ossia il cliente nel momento in cui utilizza l’auto e tutti i servizi di assistenza e di mobilità, attuali e prossimi. Il driver dovrà diventare il centro dell’attenzione del noleggiatore, assolutamente non mediato da altre funzioni del cliente, quale il fleet manager. La possibilità di stabilire questa relazione sarà probabilmente uno dei fattori discriminanti fra l’attuale servizio di NLT e il nuovo NLT. Trattandosi di un processo di cambiamento, è presumibile che la sua velocità sarà inversamente proporzionale alle dimensioni dell’impresa. Pertanto, pare difficile ipotizzare che saranno le flotte medio-grandi ad accogliere per prime un’eventuale nuova proposizione di NLT. Secondo Dalisa Iacovino, Country Sales Manager Mobility Solutions di Athlon Car Lease, “appare quanto mai chiave, per gli operatori del NLT, riportare la propria offerta al centro della scena, valorizzando al massimo il vantaggio per il cliente della relazione con un partner esperto, in grado di assisterlo anche nelle scelte relative alla mobilità”.

Ma sarebbe incompleta una rappresentazione del futuro che non tenesse conto dei giovani driver di domani. All’uopo, il programma di AgitaLab ha coinvolto 80 futuri ingegneri studenti dell’ateneo Tor Vergata di Roma in una Mobility Marathon, con un Business Game progettato e realizzato da Fleet&Mobility per la competizione European Best Engineering Competition 2016. La prima evidenza emersa è che gli studenti, cresciuti nel nuovo millennio, non guardano alla mobilità utilizzando schemi già esistenti e consolidati.

“I giovani sembrano avere un’idea olistica della mobilità come percorso complessivo – riporta Marzotto – nel quale utilizzare consecutivamente più mezzi di trasporto, senza troppi distinguo tra pubblici e privati. A questa visione, corrispondono soluzioni quali web app e agenzie dedicate, che fungano da interfaccia per gli utenti, per la pianificazione del percorso, per la gestione dello stesso in tempo reale e per il pagamento dei singoli servizi/mezzi di trasporto”. In questo senso, per loro è perfettamente logico che un mezzo di trasporto ne incorpori altri: auto+bici, treno+auto, auto+overboard. Dalle proposte dei futuri ingegneri emerge anche una visione non riservata né esclusiva dei mezzi di trasporto privati: i giovani sembrano più disponibili a far guidare la propria auto ad altri sconosciuti. Benvenuto car hailing.

Articolo uscito su Flotte & Mobilità de Il Sole 24 Ore, il 18 Ottobre 2016, a firma di Alessandro Palumbo.

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