Due foto per capire che l’Iran era più avanti 50 anni fa

 In Bollettino, Società

La foto della nazionale femminile iraniana di pallavolo 2016. Le atlete col chador e le gambe fasciate. Che c’è di strano? È la loro religione, va rispettata. Stessa foto, stessa nazionale, 1966. Magliette e pantaloncini, come tutte le atlete del mondo. Hanno cambiato religione? Quella religione è diventata più restrittiva? No, sono cambiate loro.

Una sui pregiudizi indotti dalla politica intesa come fede, senza spirito critico. Chi nel ’79 si schierò a favore della rivoluzione islamica di Khomeini contro lo scià Reza Pahlevi potrebbe riconsiderare criticamente quella posizione e le sue motivazioni, in gran parte riconducibili al fatto che lo scià era ritenuto di destra perché per lo sviluppo e la modernizzazione del paese (riforma agraria anti-clericale, suffragio femminile, divorzio, alfabetizzazione) favoriva le multinazionali occidentali interessate allo sfruttamento. Di risulta, gli ayatollah erano di sinistra, anche perché sostenuti dal popolo, quella parte ancora poco educata ed evoluta, di cui oggi ci godiamo i figli, con annesse cinture al tritolo. In altre parole, la profondità dell’analisi politica era questa: il nemico del mio nemico è mio amico. Non c’è male.

L’altra, più filosofica, sull’interpretazione delle vicende umane. Dovremmo ammettere che sebbene la storia nel lungo periodo va avanti, nei sotto-cicli brevi presenta a volte, anzi spesso, degli arretramenti culturali. Per corollario, chi viene dopo non necessariamente è migliore o semplicemente più avanti di chi c’era prima.

Poi, ci sarebbe quella sensazione di esagerazione, di misura colma, che avvertiamo di fronte a simili interpretazioni estreme e concrete della religione, incluso il burkini. Alcuni di noi in occidente si sforzano di mediare, di far convivere le due culture, con intenti anche genuini e lodevoli. Ma per mediare bisogna essere in due. Molti di fede islamica non sono disponibili. Giusto per fare un paragone con la religione cristiana, noi abbiamo inventato il Purgatorio, che ha abolito l’ergastolo dell’Inferno, abbiamo fatto la Riforma per liberare le forze produttive della borghesia, abbiamo creato la figura del ‘credente-non-praticante’ (piccola riflessione, prego) e stiamo valutando di accogliere alla mensa del Padre i divorziati, dato il numero ingente e crescente – andiamo, mica te li vorrai perdere? Grazie che poi dura da duemila anni.

Articolo pubblicato il 18 agosto 2016, su Il Giornale, a firma di Pier Luigi del Viscovo

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