Europa. Immatricolazioni 2009 a -2%

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Grazie Germania! E grazie Francia. È merito di questi due grandi mercati se le vendite in Europa hanno tenuto, segnando un lieve calo del 2%. 

Grazie a un forte piano incentivi, varato subito e senza esitazioni (sottolineo senza esitazioni – perché queste cose prima si fanno e poi si dicono), la Germania ha immatricolato oltre 700mila veicoli in più rispetto al 2008, facendo registrare il picco storico dalla riunificazione. La Francia ha messo su strada oltre 200mila auto in più. L’Italia è riuscita a chiudere in pareggio, mentre il Regno Unito ha contenuto la flessione al 6%, perdendo quasi 150mila targhe, solo perché a metà anno il Governo di Sua Maestà si è deciso ad aiutare gli “animal spirits” (un po’ in letargo) con gli incentivi. La Spagna è l’unica tra i grandi mercati che ha davvero sofferto, con un calo del 18%, pari a oltre 200mila auto in meno rispetto al 2008.

In un mercato ancora molto dominato dall’offerta, il peso dei costruttori sulle reti sarebbe stato enorme (forse insostenibile) senza questi adeguati stimoli alla domanda.

Ma c’erano forti attese che le Case e i Governi avrebbero tratto la evidente conclusione da questa crisi: che la sovraccapacità produttiva nel vecchio continente non è più sostenibile. Che proprio l’importanza sociale (posti di lavoro) del settore impone di non “tirare a campare”, perché si scherza sulla pelle delle famiglie.

Invece, nulla di rilevante è accaduto. Anzi, se un messaggio è stato dato, forte e chiaro, è proprio che nessun governo ha la minima intenzione di toccare le dimensioni produttive sul proprio suolo. E si freghino le regole sulla concorrenza, sul mercato unico e sugli aiuti di Stato. L’unica cosa che conta sono i voti e le campagne elettorali. La Francia ha legato gli incentivi ai posti di lavoro, la Germania ha di fatto impedito il consolidamento di Opel con Fiat solo per inseguire le sue politiche commerciali ed energetiche verso la Russia (con la foglia di fico dei posti di lavoro in Germania – di per sé comunque discutibilissima).

Ed ora, sotto col 2010. L’abbuffata del 2009 verrà scontata da una severa dieta nel 2010. Del resto, l’Europa Occidentale è un grande mercato maturo, che non può aumentare significativamente il parco circolante, e che si confronta con una qualità del prodotto auto che consente un ciclo di sostituzione più lungo, non più breve.

Le previsioni parlano di almeno 2 milioni di targhe in meno rispetto al 2009, di cui uno solo in Germania e più di 500mila in meno tra Francia e Italia. Ora, la domanda è: come reagiranno i costruttori di fronte a queste contrazioni della domanda? Quali pressioni eserciteranno sulle reti? E quali pressioni le reti possono ancora sopportare, per capienza finanziaria, se non per cultura d’impresa?

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