IL PERICOLO È IN AGGUATO NEL TOUCH DISPLAY

 In Bollettino, Nuovo

Che bello il touch screen in macchina. Il mio è più grande del tuo. Ma è anche sicuro? Non proprio. Lo diciamo da tempo e adesso se n’è accorto pure l’Euro NCAP, l’ente di certificazione che assegna le stelle in base ai crash test, secondo cui “l’uso eccessivo di queste soluzioni è un problema per l’intero settore. Quasi tutti i produttori di veicoli spostano controlli chiave sugli schermi centrali, obbligando i conducenti a distogliere lo sguardo dalla strada e aumentando il rischio di incidenti per distrazione. I nuovi test Euro NCAP previsti nel 2026 incoraggeranno le Case a utilizzare controlli fisici separati per le funzioni di base, limitando le distrazioni e promuovendo una guida più sicura”.

Si parla tanto di sostenibilità delle auto, con riferimento ai gas di scarico, mentre gli incidenti sono un problema reale e attuale. Secondo il Rapporto Sicurezza Dekra, le vittime di incidenti in Europa furono oltre 50.000 a inizio secolo e adesso sono poco sopra le 20.000. Questo trend positivo (e invidiabile: negli Stati Uniti le vittime sono in aumento) è merito degli ingegneri che introducono nuovi sistemi per aiutare il driver a limitare gli errori e, quando accade, per contenerne gli effetti letali. Le cose potrebbero andare anche meglio, meno morti, se poi quelli del marketing e della contabilità non remassero contro, sostituendo i comandi fisici con quelli digitali sullo schermo. Toccare uno schermo liscia il pelo alle abitudini moderne e fa risparmiare bei soldi, lisciando anche le tasche dei costruttori. Insomma, la tecnologia dà, la tecnologia toglie.

Per adesso, l’Euro NCAP si è posto in difesa, indicando cinque funzioni che dovranno avere comandi fisici: il clacson, il tergicristalli, le frecce, le luci di emergenza e l’eCall. È vero che c’è chi ha messo pure questi sullo schermo e va fermato, ma forse occorre fare di più tornando indietro su altre funzioni. Regolare la ventilazione o azionare un lunotto termico non può essere fonte di distrazione, come pure cambiare musica o rispondere/fare una telefonata. Da anni incolpiamo il cellulare, anche per un’antipatia mai sopita che viene da lontano, ma se poi per chiamare col vivavoce scorro la rubrica su uno schermo, la sicurezza aumenta o diminuisce?

In prospettiva, i sistemi di assistenza alla guida saranno di più e più autonomi e, pur senza arrivare alla guida completamente autonoma che per molti resta incompatibile con le nostre strade urbane, il guidatore avrà il compito di vigilare e correggere eventuali errori. In quel caso, andrà bene guardare lo schermo mentre l’auto procede sulla strada pronta a rallentare/frenare. Adesso non siamo ancora lì e mentre ci arriviamo gli occhi devono stare sulla strada, sempre. Anzi, proprio per arrivarci.

 

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 16 marzo 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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