La moto “addosso”

 In Bollettino, Nuovo

Si chiama lifestyle, è la mania di indossare (o portare con sé) qualche oggetto che ricordi il brand della propria moto. Storicamente, erano cose che provenivano dall’ambiente sportivo, quello delle moto da corsa. Poi a un certo punto a Pontedera hanno visto che nei decenni la Vespa aveva scritto una pagina della storia italiana, pur senza competizioni. Sì, perché ciò che scaldava il cuore non era il rombo o la velocità, bensì quello che noi avevamo fatto con quelle due ruote, come eravamo. Una fetta di nostalgia poteva essere di chiunque volesse condividerla, anche giovanissimo: ecco allora la comparsa di borse e altri gadget nei negozi normali, fuori dalle concessionarie.

Da quel momento, tutti i brand hanno sfornato – chi prima chi dopo – una linea di oggetti che riportano il brand della moto. Del resto, se è una passione, perché non esporla? Però, a ben guardare in giro si vedono più moto che borse, cappellini e magliette con lo stesso logo. Eppure, tutti i motociclisti compiono gli anni, e qualche regalino bisogna pur farglielo. Cosa gli piace, senza spendere un capitale? Ma se ha una moto, davvero non lo immagini cosa può fargli piacere?

È una domanda che forse andrebbe stimolata di più, da parte delle Case e dei concessionari, per tante ragioni.

Mandare in giro il logo del brand significa acquisire una visibilità diffusa, importante, e soprattutto in posti dove la moto non arriva, nelle scuole, nei circoli, nelle case, in tutti i luoghi di riunione.

Per chi poi si presta a fare da testimone, avere una certa dotazione di oggetti col logo della propria moto contribuisce a rinforzare il legame e a cementare quella fedeltà che potrà tornare utile dopo alcuni anni, quando ci sarà l’occasione di sostituirla con una più nuova.

Insomma, due ottimi risultati con uno stesso oggetto.

Ma quello che più conta è che questi obiettivi di marketing vengono perseguiti senza investimenti, anzi generando dei ricavi aggiuntivi e dei margini che non sono nemmeno confrontabili con quelli delle moto.

Chiaro, è diverso che vendere moto, ma forse ne vale la pena.

Newsletter de La Capitale Automobile – Moto, di  febbraio 2016, a firma di Pier Luigi del Viscovo

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