Le app per gestire le flotte cambiano il noleggio

 In Bollettino, Noleggio

Un’app si aggira per l’Europa… Questa famosa citazione, presaga di trasformazioni sociali, sembra adatta al noleggio a lungo termine (Nlt). Un servizio nato 30 anni fa su pochi elementi semplici. Non impegnare le linee di credito per le macchine, ma affittarle. Affidare all’esterno la gestione, dalle coperture assicurative alla manutenzione, per non impiegare personale interno. Ultimo, ma è la core competence del Nlt, scommettere sul valore residuo dopo tre anni. «Ma il mondo delle flotte si è evoluto – spiega Grégoire Chové di Arval – e sarà strategico essere in grado di offrire al mercato strumenti e servizi che possano soddisfare le esigenze di una mobilità integrata e flessibile, rispondendo a richieste di noleggio che vanno da 10 minuti a 10 anni. Questo pone delle sfide all’intero comparto del Nlt».D’accordo che la mobilità è strategica, ma perché se ne fanno carico i noleggiatori, nati come gestori? Forse perché la gestione sta diventando sempre meno labour intensive. Gli strumenti di gestione e di controllo della flotta da parte dei fleet manager (i primi risalgono a 20 anni fa) sono sempre più evoluti e performanti. Fleet View di Arval è probabilmente lo stato dell’arte, ma tutti i noleggiatori hanno prodotti simili, web based, per i loro clienti.Più recentemente poi sono arrivate anche le app per i driver, che permettono di governare direttamente molte situazioni, rendendole meno critiche. In concreto? Prendere appuntamento per un intervento di manutenzione senza che nessuno parli con nessuno. Denunciare un sinistro e ricevere l’autorizzazione alla riparazione dialogando con un software. Non solo grazie alle app dei noleggiatori, ma perché chi eroga fisicamente i servizi è inserito in un sistema digitale e lo sarà sempre di più in futuro.

Non è un fenomeno delle flotte, ma di tutto il sistema occidentale: la tecnologia sta sostituendo gli uomini in tante attività da colletti bianchi. L’abbiamo già visto in agricoltura e in fabbrica. Così, non serve più essere dei bravi garagisti, se gli specialisti delle assicurazioni gestiscono pure i sinistri. Intanto, all’orizzonte gli operatori web dell’usato scaldano i motori per elaborare valori residui sulla base di milioni di transazioni. Si capisce quindi che i noleggiatori che vogliano stare davanti al problema si preoccupino di cosa faranno da grande: aggregare altre informazioni e altri servizi, perché anche su questi verranno scelti e giudicati dai clienti.

La vera domanda è: una grande banca che oggi si tiene in pancia milioni di macchine pur di finanziarle, continuerà a farlo domani, quando la gestione sarà una commodity tecnologica e i clienti chiederanno di aggregare soluzioni di mobilità?

Articolo pubblicato su Motori24, Il Sole 24 Ore, del 17 giugno 2015 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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