LE MEDIE CILINDRATE SERVONO SOLO PER INIZIARE

 In Bollettino, Nuovo

Le moto piacciono e conquistano ogni anno nuovi clienti grazie alle piccole cilindrate, che però poi non durano. I neo-centauri, che magari lasciano lo scooter per vivere l’emozione della moto, sono aiutati dai modelli entry level: prezzo basso e cilindrata che non dà ansia. La strategia ha funzionato negli ultimi anni, ma il 2023 ha dimostrato che, se il prezzo basso resta una leva determinante, avere tra le gambe un motore con meno di 500 cc si rivela presto insufficiente. Gli operatori l’avevano detto e i numeri dello scorso anno sembrano confermarlo.

Le vendite sono cresciute del 15% a 145.000 immatricolazioni, rispetto alle 174.000 degli scooter, che hanno segnato un +21%. Non molti anni or sono il rapporto era due scooter per ogni moto venduta. Oggi siamo in pratica 1 a 1. La moto più venduta è stata la Benelli TRK 502, un enduro dal prezzo imbattibile. Va detto che quegli incrementi sono frutto anche della ripresa delle fabbriche, che era stata un po’ lenta nel post-Covid, accumulando una domanda insoddisfatta.

Il segmento che è cresciuto di più col +41% è quello 750/1.000 cc, che è anche il più grosso con 38.000 immatricolazioni, seguito da quello 500/750 con 31.000 pezzi e +29%. Il segmento d’attacco, 250/500, è rimasto stabile appena sotto le 30.000 unità. Però resta quello strategico, vera porta d’ingresso nel mondo moto per tanti nuovi raider. Scendere da uno scooter per salire su una moto è un passo molto desiderato ma non facile, ancor più se magari va condiviso con la famiglia. Un motore che non spaventa ma anzi è in linea con gli scooter, che ormai viaggiano facilmente intorno ai 300 cc, può fare la differenza tra il sì e il no. Prova ne sia che molte case hanno allargato la gamma, come Triumph che propone le sue classiche Bonneville, già molto valide in città oltre che su strada col 900 cc, anche in versione 400 cc. a un listino intorno a 5.500 euro. Del resto, si trattava di contrastare la crescita di Royal Enfield, che negli ultimi due anni ha fatto la storia, triplicando le vendite fino a 7.500 pezzi pari al 5% del mercato.

In cima al mercato qualcosa si è mosso, con Honda che ha riguadagnato dopo anni la prima posizione con oltre 17.000 immatricolazioni, seguita da Yamaha con più di 15.000 pezzi. A BMW non è bastato confermare le oltre 14.000 targhe per andare oltre la terza posizione.

Il primo trimestre conferma il buon momento del mercato, seppure con crescite inferiori a quelle del 2023, che come dicevamo erano anche legate a un rimbalzo di produzione. Piuttosto, è da notare come le moto occupino tre delle prime dieci posizioni nella classifica delle immatricolazioni, con Benelli in sesta posizione, seguita dalla BMW e da Honda.

 

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 30 aprile 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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