L’ILLUSIONE COSTOSA DI SALVARE LA TERRA CON LE “CASE GREEN”

 In Bollettino, Economia

La Direttiva sulle “case green” non è sbagliata, è inutile. L’Europa è già il posto più sostenibile sulla Terra e le sue emissioni di CO2 sono appena il 7% del totale. Significa che qualsiasi cosa facciamo, dalle case a zero emissioni alle auto elettriche e finanche se scomparissimo tutti, al pianeta non farebbe né caldo né freddo.

Ieri il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva con 370 voti a favore, tra cui tutti i partiti di opposizione italiani, e 199 contrari, inclusi i voti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Il PPE si è spaccato. Ora ciascuno Stato avrà due anni di tempo per recepire la direttiva, presentando un piano nazionale per la ristrutturazione degli immobili. L’obiettivo comunitario è avere un patrimonio edilizio a zero emissioni entro il 2050. Per le case le riduzioni del consumo energetico, misurate sul 2020 come parametro di partenza, dovranno essere del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Come raggiungere questi obiettivi viene lasciato agli Stati membri, ma con un perimetro: gran parte delle ristrutturazioni dovrà colpire il 43% degli edifici meno performanti. In altri termini, ci finiscono dentro soprattutto gli edifici storici, di cui l’Italia è ricca e va orgogliosa. Insomma, un bel calcio proprio alle bellezze abitative dei nostri centri storici.

Gli interventi avranno un costo che, secondo stime del Sole24Ore, potrebbero aggirarsi tra 20 e 55mila euro per famiglia. Nel frattempo, il valore delle case subirà una svalutazione adeguata e immediata, che colpirà quei cittadini che intendono vendere l’immobile, ma non solo. Molti immobili venduti negli ultimi dieci/quindici anni sono ancora gravati da un mutuo ipotecario, col relativo valore iscritto nei bilanci delle banche a garanzia. Svalutarli significa sbilanciare gli attuali equilibri di bilancio imponendo una capitalizzazione da altre fonti. Comunque la giri, ci rimettiamo.

Questo e altro pur di salvare il Pianeta. Già! Peccato che sia del tutto inutile. L’Europa emette 2,8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, in calo dal 1980, pari a poco più del 7% delle emissioni totali. La Cina da sola emette un terzo della CO2, pari a 13 miliardi di tonnellate, gli USA 5 miliardi e l’India quasi 3. In termini pro-capite, la musica cambia, ma sempre a favore dell’Europa. Ogni europeo emette ogni anno circa 5 tonnellate di CO2 contro le 14 e oltre di un americano, le 7 di un cinese e le 2 di un indiano. Solo che il reddito pro-capite in Europa è 35.000 dollari/anno, contro i 13.000 della Cina e i 3.000 dell’India. Sono Paesi che ancora devono crescere. Quanta CO2 emetteranno quando arriveranno anche solo alla metà del nostro reddito pro-capite?

Questa direttiva, come l’intera transizione energetica imposta dai teologi di Bruxelles come espiazione di chissà quali peccati, è una cosa inutile. Aver votato contro va bene ma adesso, e soprattutto in vista del nuovo Parlamento, bisogna spiegare ai cittadini che non si è contro l’ambiente ma solo a favore dei loro interessi. Per l’ambiente? abbiamo già dato.

 

Articolo pubblicato su il Giornale il 13 marzo 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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