L’USATO VOLA E SPINGE IN ALTO LE QUOTAZIONI

 In Bollettino, Usato

L’usato sta tirando come un treno, altro che crisi dell’auto. Resta solo da capire cosa spinga gli italiani a comprarsi un’auto di seconda mano, mentre le nuove sono indietro di 200.000 unità rispetto al 2019. Al giro di boa del semestre, le vendite di usato sono state 1.541mila contro un 2019 a 1.577mila: quasi recuperato il livello pre-Covid, si dirà. In realtà le cose stanno andando anche meglio. I passaggi di proprietà vanno depurati delle km0, che usate non sono e che adesso sono molto calate rispetto a due anni fa. Così, le auto usate acquistate quest’anno restano poco sopra il milione e mezzo, 20.000 in più del 2019, quando i km0 furono oltre 80.000.

Se i volumi di usato vanno bene, i valori vanno ancora meglio. Dal DataCenter di InterAutoNews, si apprende che nel 2021 il valore medio dello stock di usato presso le concessionarie è lievitato del 15% rispetto alle quotazioni del 2019, sfiorando i 9.700 euro contro gli 8.400 di due anni fa, cifra che stava nella media degli anni precedenti. Un simile apprezzamento dei valori è ancor più sorprendente dopo un anno di lock-down, in cui le transazioni erano calate di oltre 400.000 unità. Queste vetture, entrando nel mercato un anno dopo, si portano sopra una svalutazione. Se nonostante questo il valore medio risulta tanto più alto, significa che siamo in presenza di una vera e propria corsa ad accaparrarsi un usato. Va ricordato che nel mercato delle auto usate il prezzo è un indicatore importante della tonicità della domanda. Poiché tutte le vetture che vengono offerte sono poi acquistate, è proprio il prezzo che mette d’accordo venditore e compratore: se aumenta, significa che la domanda è superiore all’offerta.

Le cause? Certamente la crisi dei microchip, dilatando oltre misura i tempi di produzione e consegna, sta facendo sentire il suo peso. Tuttavia, è difficile credere che sia la causa principale, anche perché sono tantissimi quelli che decidono semplicemente di rinviare l’operazione a quando i flussi di produzione saranno tornati alla normalità. Piuttosto, è probabile che siano le prime avvisaglie di quell’effetto Cuba già anni fa immaginato, in risposta alla confusione e alle limitazioni dell’offerta sulle auto nuove. Infine, c’è la semplice realtà che l’usato recente è spesso ben tenuto e dotato di sistemi di confort e sicurezza molto vicini al nuovo. I costruttori e i concessionari lo conoscono poco, perché sono felici di andare in giro con gli ultimissimi modelli della loro produzione. Se utilizzassero quotidianamente vetture usate di cinque/dieci anni, saprebbero di prima mano cosa guidano quegli automobilisti a cui progettano di offrire le loro ultime novità. Mettersi nei panni del cliente è la prima regola del marketing.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2020 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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