Mercato 2010 a 1.928.000. Il problema si chiama 2011

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 Nel 2010 il mercato auto supererà 1.900.000 immatricolazioni, secondo le analisi del Centro Studi Fleet&Mobility. A metà anno sono già state immatricolate 1.164.000 vetture (+3% vs 2009). Ma gli operatori denunciano da mesi un ritmo di raccolta ordini molto basso. Pertanto, appare lecito non cedere all’ottimismo e stimare che il secondo semestre non supererà le 764mila targhe (sono state 1.019.000 nel 2009). È solo opportuno sottolineare che questa stima (-25%) è comunque inferiore, e non di poco, al tasso del secondo trimestre (-16%), che pure si è basato sugli ordini raccolti senza gli incentivi. La somma dei due dati fa 1.928.000, -11% vs 2009 in termini di mercato complessivo. �
Andando ad analizzare i segmenti il quadro è diverso.

Le vendite a società e a noleggio hanno segnato nel primo semestre un +13% rispetto al 2009. Prevedere che nel secondo semestre continuino a crescere a un tasso inferiore al 10% è prudente, visto che non sono state toccate dagli incentivi, ma solo dalla congiuntura crisi/ripresa. Inoltre, in questo segmento finiscono anche le auto «km zero», che nel 2009 si erano quasi dimezzate e che adesso stanno ritornando alla grande.

I km zero intercettano la clientela “outlet”: stessa marca (spesso premium), ma prezzo scontatissimo. Si può fare tanta filosofia di marketing su questo ma, in una società opulenta, c’è chi è disposto a comprare ancora solo a patto di «fare un affare». Inoltre, quando un concessionario non ha auto usate da offrire (perché non le ha ritirate nei 14 mesi in cui ha venduto quasi solo a fronte di una rottamazione), le auto a km zero sono un’ottima alternativa.

Il segmento delle vendite a privati (che include le auto vendute a società di persone e a partite Iva) ha registrato nel primo semestre esattamente le stesse vendite dell’anno scorso. Per la seconda parte dell’anno, senza incentivi e con il tasso di ordini denunciato a più riprese da Federauto (concessionarie) e da Unrae (costruttori), si può prevedere un calo intorno al 35 per cento. Questa è la parte che preoccupa molto gli operatori, perché un segmento privati sotto il milione e 400mila rende difficile alla rete sostenere i costi fissi (in parte imposti dalle stesse Case). Per dare dei riferimenti, nel 2009 e nel 2008 questo segmento ha venduto quasi 1.700.000 e 1.500.000 pezzi, rispettivamente.

Ma se è abbastanza vero che la rete guadagna poco o niente sulle vendite “uso noleggio”, non si può dire lo stesso per le vendite a società. Sembra corretto, per monitorare il livello di guardia, aggregare i due segmenti “privati” e “società”. Insieme, le previsioni (prudenziali) per il 2010 indicano 1.667.000 unità, dunque sotto 1.700.000, da molti ritenuta la soglia critica. Il problema c’è. L’Unrae parla di quadro generale allarmante. Ma quando si introducono forti incentivi è giusto tenere insieme il periodo incentivato e quello seguente, che ovviamente sconta le vendite anticipate. Dunque, se nel 2010 la rete può contare (escludendo i noleggi) su 1.667.000 vendite, nel 2009 ne aveva archiviate ben 1.921.000: la media fa quasi un milione e 800mila unità. Chi ha messo fieno in cascina ce la può fare.

Il vero problema si chiama 2011.

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