Nel noleggio “a valore” vincono i tedeschi

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Quando si guardano le statistiche sulle immatricolazioni nei diversi canali, si assume che quelle intestate a società di noleggio siano di categoria mediamente superiore, perché un’auto usata per lavoro (o anche per svago) normalmente non è un’utilitaria. È un luogo comune che corrisponde solo parzialmente alla realtà. Dall’analisi delle immatricolazioni in valore, condotta annualmente dal Centro Studi Fleet&Mobility, emerge infatti che una distanza c’è tra il valore medio delle auto a noleggio e quelle invece intestate a privati (segmento che include, è opportuno ricordarlo, anche professionisti con partita IVA e ditte individuali), ma non è poi così grande: intorno ai 1.300 euro. Nel 2016 i noleggiatori hanno acquistato auto di 20.100 euro di valore medio, al netto degli sconti e incluso IVA, ma senza considerare gli optional, mentre i privati si sono attestati su un valore medio di 18.800 euro. Allora, è opportuno andare a approfondire quali sono i modelli che più di tutti sono acquistati dai noleggiatori.

Il noleggio copre il 40% del mercato con 15 modelli, dalla 500L (che nel 2016 aveva la quota in valore più alta, 4.7%) alla Mercedes Classe C (1.7% di quota in valore). Ovviamente, la conversione della quota dal volume (che legge le immatricolazioni) al valore economico qualche sorpresa la riserva. La più evidente riguarda la Panda: se in volume risulta la più venduta con il 7.7% delle vendite a noleggio, come valore passa in seconda posizione col 4% del mercato. Significativa anche la 500, che in volume sta sul podio col 4.3% dietro Panda e 500X, ma in valore (2.6%) passa al quinto posto, dietro la sorella 500X, che invece appare piuttosto equilibrata: 3.3% in volume e 3.1% in valore. Al terzo posto sale invece l’Audi A4, col 3,1% di quota in valore, laddove in volume si ferma a 1,9%. Altri disallineamenti marcati si osservano sulla Volkswagen Passat (in sesta posizione, con 2.4% in valore ma 1.7 in volume) e sulla Serie 3 BMW (al nono posto, con una quota in valore del 2.3% a cui corrisponde appena l’1.4% in volume). Per gli altri modelli si riscontra invece una certa corrispondenza tra la quota in volume e quella in valore: 2.4% per la Peugeot 308 e per la Volkswagen Golf, 2.1% per la Nissan Qashqai e la Jeep Renegade, 2.0% per la Ford Focus e l’Audi A3 e 1.8% per la Giulietta. Il fenomeno dipende da quanto il prezzo dei diversi modelli si discosta da quello medio del mercato, fungendo da moltiplicatore dei volumi.

A tal proposito, è molto interessante la classifica di questi 15 best sellers ordinata proprio in base al prezzo medio di vendita lordo (senza gli sconti, ma con IVA). Qui il podio è tutto tedesco, con la Classe C in vetta a 45.131 euro, l’Audi A4 a 43.745 e la Serie 3 a 42.860 euro. Poi, un po’ isolata, la Passat in quarta posizione a 36.768 euro, prima di scendere sotto i 30mila con l’Audi A3 a 29.983 euro, davanti alla prima del Gruppo FCA, la Jeep Renegade, a 27.899 euro. Nella fascia dei 20mila troviamo poi, scendendo, la Qashqai, la Giulietta, la Golf, la Focus, la Peugeot 308, la 500X e la 500L. chiudono questa speciale classifica la 500, a 15.768 euro, e la Panda, a 13.523 euro.

Anche i top 15 brand per quota in valore ovviamente riflettono il diverso valore/prezzo unitario dei rispettivi modelli. A parte Fiat, che grazie a una quota in volume poderosa, che copre un quarto del mercato, riesce comunque a tenere la prima posizione anche in valore, con una quota (17.3%) quasi doppia rispetto alla seconda, quello che emerge è una separazione netta tra i brand premium e i cosiddetti generalisti. I premium hanno una quota in valore superiore a quella in volume, in un ordine che va dal 50% fino a oltre il doppio. C’è il gruppo di testa, con Audi a 9,4% (ma in volume si ferma al 6,1), seguita da BMW con 8,1% (ma 4,9% in volume) e da Mercedes (7.1 e 4.6%, rispettivamente) in quinta posizione – in quarta c’è Volkswagen, con 7,5% in valore e poco meno in volume, 6,9%. Altri generalisti hanno quote in valore vicine a quelle in volume, salvo Renault (5.7 in valore vs 6.7 in volume), Peugeot (5.1 vs 5.7) e Citroen (3.3 vs 4.1). Poi c’è il gruppo di coda (sempre tra i top 15), con Jeep al 3% in valore (2.4% in volume), Alfa Romeo al 2,6% (2,4 in volume), Land Rover, che spunta una quota del 2,4% in valore sebbene in volume si fermi all’1,1%, e Volvo che si attesta al 2,2% (1,5% in volume).

 

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 17 ottobre 2017, a firma di Pier Luigi del Viscovo

 

 

 

 

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