NOLEGGIO IN CRESCITA E DINAMICHE DI SETTORE

 In Bollettino, Noleggio

L’autonoleggio è in salute, dopo essersi lasciato alle spalle gli sconvolgimenti post-Covid, che non sono stati lievi.

Il noleggio a lungo termine ha chiuso il 2023 in crescita del 13% a un giro d’affari di 10,6 miliardi, in cui il noleggio pesa per 7,5 (+10%) e la rivendita dei veicoli usati per 2,9, con una crescita del 25% che riflette il buon momento attraversato dal mercato dell’usato a causa della mancanza di prodotto nuovo.

Il fatturato noleggio proviene per oltre l’80% dalle aziende, mentre il resto è ripartito equamente tra Pubblica Amministrazione, in calo del 9%, e privati con e senza Partita IVA, questi ultimi in crescita di oltre il 7%.

Questi numeri sono generati da una flotta complessiva che ha superato 1,2 milioni di veicoli, di cui quasi uno su cinque è un veicolo commerciale.

Per alimentare questa flotta, gli operatori hanno immatricolato lo scorso anno 377mila vetture, che sono il 24% del totale mercato, e 62mila veicoli commerciali. Il dato più significativo è la durata dei contratti sottoscritti: quelli di 48 mesi o più sono stati uno su due, da uno su quattro del 2022. Segno che al maggior prezzo delle auto praticato dalle Case i clienti hanno reagito spalmandolo su un più lungo ciclo di sostituzione, come accade già nel mercato dei privati che acquistano, dove il primo passaggio di proprietà è passato in pochi anni da 7 a 8 anni. Anche stavolta, niente di nuovo sotto il sole: se l’offerta alza i prezzi i clienti abbassano i volumi.

Altro indicatore interessante è il chilometraggio associato ai nuovi contratti. Quelli con percorrenza superiore a 30.000 km/anno sono passati dal 39 al 46%, a significare che la prova del rifiuto dell’auto come mezzo di spostamento, molto affascinante e cool, va cercata altrove.

Sulle alimentazioni, i nuovi contratti vedono sempre il diesel in prima posizione con oltre due auto su cinque e, in generale, il motore termico presente nel 95% delle vetture. Però quelle alla spina, soprattutto ibride plug-in, pesano il 13,5%, molto più che nel resto del mercato dove non raggiungono la doppia cifra. Ciò perché le imprese rispettano gli standard ESG, pretendendo di contrastare il cambiamento climatico, ma in realtà è solo greenwashing.

Anche il noleggio a breve, rent-a-car, ha chiuso un ottimo 2023 sfiorando il miliardo e mezzo di fatturato, grazie a una domanda tornata ai livelli pre-Covid, sui 36 milioni di giorni, ma soprattutto al prezzo medio passato dai 33 euro del 2019 ai 41 dell’anno scorso. Rispetto al 2022 il prezzo medio è diminuito, tanto che nel canale intermediari i volumi sono aumentati a doppia cifra a fronte di un fatturato inferiore. Ma ciò è dipeso soprattutto da un allungamento dei giorni di noleggio.

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 18 maggio 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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