Vendite auto 2023, record di fatturato: il mercato sfonda quota 45 miliardi di euro

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Con 1,6 milioni di auto, il giro d’affari supera il livello del 2007 quando furono vendute 2,5 milioni di vetture.

È record di vendite per il mercato auto nel 2023: superato il tetto dei 45 miliardi di euro che reggeva dal 2007, secondo le prime anticipazioni del Centro Studi Fleet&Mobility. Solo che allora servirono 2,5 milioni di immatricolazioni mentre adesso ne sono bastati 1,6. Nel mitico “pre-Covid” 2019 gli italiani pagarono 40 miliardi di euro per portarsi a casa (o in azienda) 1,9 milioni di macchine.

È molto probabile che il risultato effettivo, dopo che gli incrementi dei listini saranno stati elaborati, sia ancora superiore a queste prime stime.Questi valori tengono conto degli sconti medi praticati nei canali e degli incentivi che, essendo pagati dai contribuenti, altro non sono che ulteriori agevolazioni che abbassano il valore della spesa. Poco più della metà dei ricavi, 52%, sono arrivati dai privati, che assorbono il 55% dei volumi. Il noleggio, che pesa il 28% in volume, sfiora il 31% in valore. Il resto, 16% in volume e 19% in valore, viene dalle aziende, incluso gli stessi operatori del settore, case e concessionarie, che auto-immatricolano un’auto ogni nove acquistate dal mercato vero e anche di prezzo elevato, incluse tante km0 elettriche per bilanciare il mix.

Questo cambiamento del mercato è dovuto a un aumento generalizzato dei prezzi che ha tenuto fuori chi puntava a vetture di fascia bassa, dove i volumi sono fortemente diminuiti. Al contrario, le fasce sopra i 35.000 e sopra i 50.000 euro sono aumentate sia in percentuale sia in volume assoluto. In questo scenario voluto dai costruttori, vagheggiare il ritorno ai bei tempi che furono appare improbabile. Vorrebbe dire abbassare i prezzi e vendere sì più macchine ma generare meno ricavi e meno margini. È lo spazio lasciato libero volutamente dai costruttori incumbent e a cui stanno puntando i brand cinesi.

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 2 gennaio 2024 a firma di Pier Luigi del Viscovo

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