Il noleggio a lungo termine parte bene
Il mercato. Nei primi quattro mesi del 2025 l’Nlt registra un incremento del 16%, spinto dal segmento captive, mentre gli altri operatori perdono complessivamente il 18%: le auto plug-in e le elettriche conquistano quote dopo le nuove normative fiscali.
I primi quattro mesi dell’anno presentano un mercato dell’auto in stallo: sono state immatricolate 3.500 vetture in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il canale dei privati è il più colpito: 16.000 auto in meno e una quota di mercato che si attesta al 53%, 2,5 punti percentuali in meno rispetto ai primi 5 mesi del 2024. Il noleggio a lungo termine è per così dire “il salvatore della patria” inanellando un +16%, che equivale a 19.500 immatricolazioni in più rispetto al 2024. Ma da dove viene questa crescita?
Gli operatori del noleggio a lungo termine non riflettono le stesse performance. Secondo i numeri di Dataforce, il comparto degli operatori captive ha immatricolato 74.000 auto generando una crescita dell’84%. Mentre il resto dei noleggiatori, 68.000 unità, 18.000 in meno rispetto al 2024 (-18%).
Secondo Salvatore Saladino, Country Manager Italia di Dataforce, “il forte incremento delle immatricolazioni del canale captive potrebbe anche fare da contraltare alla spinta delle case auto sulle loro reti di vendita per auto-immatricolare sia a uso proprio che a uso nolo. In effetti l’attuale quota delle km0/demo è insieme a quella degli anni 2021 e 2022 la più bassa degli ultimi 15 anni”.
Non ci sono numeri ufficiali a riguardo, ma a grandi linee sembra che ci si stato un rallentamento da parte dei clienti corporate e una sostanziale stabilità, se non un miglioramento sui clienti più piccoli.
Antonio Stanisci Direttore Commerciale di Ayvens conferma questa visione “per quanto riguarda le nostre attività sui clienti medio piccoli stiamo andando bene, anche un po’ meglio rispetto all’anno scorso. Mentre sui clienti corporate, nella prima fase dell’anno, c’è stato un rallentamento in termini di consegne e parzialmente anche di ordini. In realtà tale congiuntura è partita a novembre del 2024 da quanto si è cominciato a parlare della nuova legge sul fringe benefit e si è protratta fino a febbraio di quest’anno”
I clienti prima di muoversi dovevano prima capire con certezza quale sarebbe stata l’evoluzione della normativa. Infatti, la modifica della car list per l’azienda cliente è un processo lento e complicato perché oltre ai driver e al fleet manager, sono coinvolte diverse funzioni aziendali tra cui le risorse umane e gli acquisti.
“C’è stata evidentemente un’attesa da parte dei clienti – continua Stanisci, tuttavia, tra marzo e aprile l’attività di richieste di car list e di trattative è ripresa ad un buon livello. Però è chiaro i frutti si vedranno nei prossimi mesi. In questa prima parte dell’anno, per i clienti che ce lo hanno chiesto, abbiamo lavorato con l’estensione dei contratti, che noi consideriamo un prodotto vero e proprio”.
Il focus di Ayvens quest’anno è “mettere a regime la nuova struttura; in realtà è appena il terzo mese che lavoriamo come un’unica entità. Dal punto di vista operativo e dei processi è andato tutto bene, senza alcun tipo di interruzione”.
Arval, l’altra big company non captive, secondo quanto riporta il suo Managing Director, Dario Casiraghi, continua a crescere a livello di flotta in maniera organica e strutturata e prevede lo stesso trend nei prossimi mesi. Sul lato delle registrazioni è pressoché in linea con l’anno scorso; ci sono delle piccole variazioni che sono più stagionali che non relative a dei fenomeni ricorrenti o nuovi.
Sui clienti corporate c’è stato un rallentamento dovuto all’incertezza sulla nuova normativa. Mentre il retail e gli individual performano bene.
“Ci stiamo concentrando – dichiara Casiraghi – sulla proattività declinata su due dimensioni: quella consulenziale per sostenere il cliente nella definizione della policy di mobilità e verso la transizione energetica e quella operativa per aumentare la capacità di erogare un servizio proattivo verso il cliente. Sul lato target vogliamo continuare a crescere anche su segmenti diversi dal corporate che oggi rappresentano il 50% della nostra produzione. Relativamente ai prodotti legati alla transizione energetica, continuiamo ad avere una buona presa sull’ibrido e una percentuale leggermente superiore al mercato sull’elettrico con prodotti annessi che permettono una facilità di accesso e di utilizzo. Nel contempo continuiamo a crescere e ad investire sui prodotti Release e Flex per far sì che siano sempre più apprezzati in un ambito di mobilità multidimensionale che noi poniamo al centro della nostra strategia distributiva”
Secondo i due manager di Ayvens e Arval intervistati non si registra alcun segnale che possa far pensare ad un parziale ritorno al regime della proprietà per effetto della nuova normativa del fringe benefit.
Più che sui volumi della flotta, la nuova normativa avrà un impatto sul mix di alimentazione dei veicoli in noleggio a lungo termine, perché rispetto alla precedente, come è noto, tende a privilegiare fiscalmente le plug-in e le elettriche e a penalizzare tutte le altre. Già i numeri delle immatricolazioni delle auto in noleggio a lungo termine dei primi 4 mesi dell’anno, secondi i dati di Dataforce, riportano delle evidenze significative. Le registrazioni delle plug-in sono aumentate del 42% attestandosi all’8% di quota (1,5 punti in più rispetto al 2024), le elettriche aumentano dell’86% e rappresentano il 7%. Aumentano del 2% le full hybrid (9% di quota). Mentre i volumi di benzina e mhev aumentano del 33% e si attestano al 48% di quota. Infine, calano le diesel e mhev sia come numerosità (-13%) che come quota (-9%) anche se rappresentano ancora quasi un terzo delle immatricolazioni in noleggio a lungo termine.
Le immatricolazioni in noleggio a lungo termine sono cresciute del 16%. Un incremento che dipende principalmente dalle captive tra cui Leasys che immatricola 36.000 pezzi (+130%) rispetto all’anno precedente (16.000) risultato su cui sicuramente, come dichiara Andrea Pertica, General Manager dell’azienda, ha inciso principalmente la gara Consip (15.000) veicoli ma anche l’ottimo andamento dei canali indiretti dealers e broker.
Tra le captive spicca anche Volkswagen Leasing che ha immatricolato nei primi 4 mesi quasi 26.000 vetture in crescita del 40%. Numeri che secondo Giovanni Tauro, Direttore Marketing dell’azienda confermano la crescita del 37% del 2024. “Stiamo crescendo sia sul corporate che sui privati raccogliendo i frutti di tanta formazione e miglioramento di processi sulla rete dei dealer. L’azienda ha da poco lanciato Pay X Use Solution, e si appresta ad introdurre 2 nd Life Solution, la formula di noleggio a lungo termine studiata per accompagnare le vetture nel loro secondo ciclo di vita.
L’interesse sui piccoli clienti è forte. Lo conferma anche la discesa in campo di Agos Renting che propone un modello dealer centrico che affida interamente ai concessionari la gestione del cliente. “Il mercato ha già mostrato grande interesse per l’iniziativa e i dealer convenzionati sono già tantissimi”, dichiara Valerio Papale, Amministratore Delegato di Agos Renting.
Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 3 giugno 2024 a firma di Alessandro Palumbo



