L’INDUSTRIA DELL’AUTO NON SA PIU VINCERE

 In Bollettino, Nuovo

Ha vinto il mercato. Ma c’è una parte di mercato, l’industria, che non vuole vincere, proprio non ci riesce e rimane appiattita sulle posizioni che l’hanno portata fuori traiettoria rispetto ai consumatori.

Che questa partita sull’auto sia tutta simbolica, valoriale, è chiaro a tutti. La realtà non è stata nemmeno sfiorata. I costruttori europei chiudono fabbriche e pagheranno multe perché non sono riusciti a vendere quest’anno, no nel 2035, almeno il 20% di auto elettriche. inoltre, chi vorrà un’auto a pile potrà comunque acquistarla. Allora perchè i suoi sostenitori, molti dei quali hanno guadagnato soldi da questa crociata, si stracciano le vesti per un dietro-front di facciata? Perché è stato abbattuto il totem, l’ideologia s’è dovuta piegare al mercato. La Commissione ha tentato con decreto di modificare in peggio le abitudini d’uso delle macchine e i consumatori hanno risposto NO. Quando l’ideologia diverge dalla realtà è questa che vince. Niente di nuovo, così è sempre andata e sempre andrà.

Eppure, anche indebolita e piegata al mercato, questa ideologia incute ancora timore all’industria che non riesce a prenderne le distanze. L’ANFIA, associazione della filiera automotive, invita a “superare insieme gli ostacoli per una traiettoria di decarbonizzazione ambientalmente e socialmente sostenibile” e critica “le attuali norme UE che impongono una transizione a tappe forzate” e chiede “una transizione più realistica, tecnologicamente neutrale e socialmente sostenibile, con carburanti rinnovabili”. Ma l’ostacolo è la decarbonizzazione stessa e il problema delle norme UE non sono le tappe forzate ma la transizione in sé. L’auto europea pesa meno dell’1% sulle emissioni globali di CO2 e cercare di ridurle ancora non è sostenibile, è un suicidio per l’industria come i fatti stanno dimostrando e come gli addetti ai lavori già sapevano. Ancora, invocare la neutralità tecnologica non significa niente. Niente che non sia già scritto nella norma: zero emissioni allo scarico. Per averle devi per forza andare a pile. Puoi essere neutrale quanto ti pare, ma se bruci qualcosa non sei a zero. I carburanti rinnovabili poi sono solo una exit strategy per salvare la faccia. Ad oggi costano 6 (sei) euro al litro e quella piccola percentuale che già c’è nella benzina e nel gasolio è una perdita per l’industria. Gli automobilisti vorranno pagare un pieno quattrocento euro? Ma quando? Ma dove?

In conclusione, l’industria rifiuta di vincere per questo sfrenato desiderio di non contraddire l’ideologia. Ciò la fa sentire allineata al potere. Ma se l’ideologia è linfa vitale per la politica non lo è per l’industria, che si alimenta coi soldi delle scelte dei clienti. È a loro e solo a loro che deve rispondere.

 

Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 20 dicembre 2025 a firma di Pier Luigi del Viscovo

Recent Posts

Start typing and press Enter to search